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Castello d'Evoli - Castropignano

Scritto da Redazione.

Natura giuridico istituzionale

Il Castello di Castropignano è di proprietà statale ed appartiene alla Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici del Molise, articolazione della Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Molise, organo periferico del Ministero per i Beni e le Attività Culturali (di seguito MIBAC).

Sede

Il Castello d'Evoli di Castropignano, caratterizzato da un’imponente mole a pianta quadrangolare, si erge su una vasta spianataa strapiombo sulla valle del fiume Biferno, sul versante nord del paese, dal quale dista circa trecento metri. Dal centro del paese è raggiungibile sia percorrendo Via Salita San Marco che Via Guglielmo Marconi, quindi Via del Castello. Costruito in prossimità di una precedente fortificazione sannita, costituiva un importante presidio sul tratturo Lucera-Castel di Sangro, lungo il quale si svolgeva la caratteristica transumanza, di importanza straordinaria per la nobiltà locale che basava la propria ricchezza e quella del borgo su attività armentizie. Ha la particolarità di essere posizionato più in basso rispetto alla parte antica del paese, circostanza dovuta alla storia dello sviluppo di tale antico borgo molisano.La sua struttura è a forma quadrata, ampliata e rafforzata negli anni dalla famiglia d'Evoli, a cui si devono anche la costruzione della torretta sul lato sud, l'ammodernamento degli ambienti interni, tra cui i saloni di rappresentanza, e la realizzazione del piano per la servitù. In passato era caratterizzato dalla presenza di un larghissimo fossato, sul fronte verso l’abitato, successivamente riempito, una cinta di mura e due grossi torrioni, uno a difesa del portale d’ingresso principale, ancora ben conservato, che fronteggia l’attuale abitato, l’altro a picco sul pauroso precipizio che guarda il fiume Biferno. Tantissimi dovevano essere i locali, divisi in due diversi corpi di fabbrica edificati in epoche diverse (la leggenda annovera 365 camere da letto, occupate dai proprietari una diversa per notte). Oggi non rimane più nulla della scalinata secentesca di Silvestri da Sepino e delle arcate del loggiato interno. Negli ultimi anni sono stati eseguiti diversi lavori da parte della Sovrintendenza per i Beni Architettonici ne Paesaggistici del Molise, necessari per il consolidamento del complesso e per la sistemazioni di diversi ambienti interni, alcuni dei quali ancora in corso.

Storia

Il castello d’Evoli di Castropignano è monumento simbolo della cultura e della civiltà della transumanza. Giovanni d’Evoli, già barone di Frosolone (IS), nobile di ascendenza normanna, lo costruì nel 1362 sui ruderi di antichi insediamenti che indagini archeologiche fanno risalire all’età del bronzo(1200 a.C. circa) datazione riferita da frammenti di ceramica rinvenuti nell’area del Castello. Giovanni d’Evoli è iniziatore di una vasta e fiorente industria armentizia che pratica la transumanza, attività alla quale la famiglia d’Evoli resta legata per secoli. Andrea d’Evoli, fidato consigliere di Alfonso d’Aragona, tra l’altro, da alle stampe la Prammatica “De mena pecundum” nel 1447, raccolta di leggi e regolamenti che governano la transumanza.

Il Castello nel corso dei secoli subì una serie di interventi ed ampliamenti, il più importante del 1636, portato a termine da Giambattista d’Evoli che lo trasforma in un palazzo residenziale. La mole imponente e la ricchezza degli arredi e delle opere d’arte che conteneva era legata al vasto dominio della famigli d’Evoli che si estendeva fino a Capracotta, in Alto Molise, che fino alla prima metà dell’ottocento è stato uno dei mercati più importanti d’Italia per il commercio della lana. L’ultimo intervento risale al 1683 ad opera del duca Domenico d'Evoli, ultimo erede della famiglia, infatti all'ingresso del castello, si può osservare un'antica iscrizione riportante la data 1683 con lo stemma della famiglia d'Evoli. Il Castello venne venduto nella prima metà dell’ottocento, mafu abitato stabilmente fino ai primi anni del Novecento. Successivamente spogliato di tutto ed abbandonato, dalla prima metà del XX secolo, a causa di un prolungato stato di abbandono e una non adeguata opera di manutenzione, subì un rapido degrado. Recentemente restaurato, domina dalla sommità del colle sul quale si trova la Valle del Biferno, conservando la capacità di testimoniare una storia plurisecolare, ricca di interesse e fascino. Al Castello è legata anche una leggenda, quella di una giovane, Fata, la quale preferì fuggire e trovare la morte anziché concedersi alla legge dello "iusprimaenoctis". Di tale racconto popolare si ritrova il nome "Cantone della Fata", una grossa roccia sul lato nord del Castello dalla quale si sarebbe gettata la giovane inseguita dalle guardie.

Missione

Il Castello rappresenta una pregnante testimonianza di tutela e valorizzazione del patrimonio storico-artistico-architettonico, in particolare del complesso “Sistema dei Castelli Molisani”. In Molise castelli, cinte fortificate, torri urbane ed extraurbane, edifici non militari ma comunque protetti, sono testimonianza di vicende storiche complesse derivate dalla mancanza di un forte potere centrale e da un territorio aspro, prevalentemente montuoso. I castelli, tra fine IX - inizi XI secolo, assunsero la doppia funzione di controllo e di gestione del territorio, elementi destinati a condizionare fortemente gli assetti insediativi e produttivi delle aree da essi dipendenti.

Per le medesime attività di tutela e valorizzazione del patrimonio molisano il Castello di Castropignano costituisce un punto di riferimento per la promozione della conoscenza del patrimonio culturale regionale, e della “Civiltà della Transumanza”, struttura portante del territorio e della cultura molisana, con l’obiettivo di far conoscere la qualità delle opere molisane, muovendo dalla generale riconsiderazione del rapporto centro-periferia, visto non in termini di subordinazione ma in quelli di complementarietà.